Angela Merkel, héroïne d'une œuvre pornographique ? 19.09.2008

Une nouvelle attraction fait fureur à la mairie de Bodman-Ludwigshafen, dans la région du lac de Constance : une sculpture de dix mètres de long, œuvre du sculpteur allemand Peter Lenk. Elle représente plusieurs personnalités politiques allemandes : la chancelière Angela Merkel, l'ancien chancelier Gerhard Schröder, l'ancien ministre-président de Bavière Edmund Stoiber… Hilares et dénudés, ils se tiennent mutuellement par l'entrejambe pour former une ronde. "Ils ont du plaisir à former des coalitions, à consommer et à copuler", explique Peter Lenk au quotidien Die Tageszeitung. Alors que les touristes affluent, la presse s'interroge : cette sculpture a-t-elle été payée avec l'argent du contribuable ? Quant aux élus locaux de la CDU, l'Union chrétienne-démocrate, parti d'Angela Merkel, ils s'indignent. Pour eux, l'œuvre n'est ni plus ni moins qu'une "cochonnerie".
Scandalo in Germania: la Merkel e Schröder nudi in una scultura
Arte E POLITICA, CRITICHE per un’opera realizzata in un paesino di 4mila abitanti
Un trittico in marmo come critica politica dell’artista Peter Lenk a rappresentare in modo ironico la storia tedesca Una foto dfel bassorilievo sul sito di Der Spiegel (Der Spiegel website) Una foto dfel bassorilievo sul sito di Der Spiegel (Der Spiegel website) BERLINO - Opera d’arte o volgare rappresentazione pornografica? E’ la domanda che si pongono non solo gli amministratori della città di Bodman-Ludwigshafen, ma anche molti cittadini tedeschi che in massa si sono recati in questo paesino di 4000 abitanti del Baden-Württemberg, nella Germania meridionale, per ammirare la nuova e singolare scultura portata a termine dall’artista Peter Lenk, intitolata «Ludwig’s Legacy» (l’eredità di Ludwig). La scultura è un trittico in marmo eretto nel centro della città, a pochi passi dal Comune e dovrebbe rappresentare in modo caricaturale e ironico la storia della Germania. SCANDALO - A suscitare scandalo, racconta l’edizione online in inglese del settimanale Spiegel è una parte della scultura dove sono rappresentati sorridenti e nudi, cinque tra i politici più influenti della storia recente tedesca. Tra questi l’attuale cancelliere Angela Merkel e l’ex premier Gerard Schröder: i due rivali politici, che nel settembre del 2005 si scontrarono per la leadership tedesca, sono raffigurati insieme ad altri tre illustri personaggi pubblici Hans Eichel (ex ministro delle finanze), Edmund Stoiber (ex governatore della Bavaria) e Guido Westerwelle (leader del Freie Demokratische Partei) ognuno con le mani sugli organi genitali dell’altro. Sulla loro testa campeggia la frase in inglese «Global Players» (attori globali) ARTE E POLITICA - Vicino ai 5 politici compaiono diversi membri dell’establishment economico e finanziario, come Ferdinand Piëch, presidente della Volkswagen e Josef Ackermann, CEO di Deutsche Bank, anche essi rappresentati senza veli. Nel resto dell’opera sono rappresentati altri famosi personaggi pubblici tedeschi del passato, tutti rigorosamente vestiti. Molti giornali e rappresentati politici hanno definito volgare la scultura e hanno sottolineato che queste immagini pornografiche sono state in parte pagate con soldi pubblici. «Questa scultura è un vero schifo» ha commentato Thomas Strobl, genero del ministro dell’interno tedesco Wolfgang Schäuble e rappresentante della Cdu nello stato di Baden-Württemberg. «Un’opera misera» l’ha definita Christoph Palmer, un altro rappresentante della Cdu, intervistato dal giornale di Berlino Die Tageszeitung. Numerose critiche sono arrivate anche dai politici progressisti. LA VERA PORNOGRAFIA - L’artista Peter Lenk sembra non essere intimorito dai messaggi di sdegno, ma intervistato dal giornale locale Mitteldeutsche Zeitung, ha provato a difendersi affermando che il suo intento era quello di rappresentare un gruppo di politici in un’immagine sessuale. Secondo Lenk i 5 personaggi pubblici che egli ha raffigurato nudi sono gli architetti del pacchetto di riforme sul welfare chiamato «Harz IV», che ha ricevuto numerose critiche in Germania. Inoltre molte figure governative che hanno contribuito a questa riforma sono state coinvolte successivamente in uno scandalo finanziario. «La politica è qualcosa di molto più pornografica di qualsiasi arte», ha ribattuto l’artista. Secondo Lenk lo scandalo finanziario non è più ricordato dal pubblico perché è stato raccontato dai media al massimo per un paio di giorni. Adesso invece «una scultura come questa resterà qui ferma e almeno li irriterà per un po’ di tempo». Francesco Tortora 20 settembre 2008(ultima modifica: 21 settembre 2008) * Ambasciate ed enti internazionali Dove chiedere prima di andare all’estero * Agenzie di assicurazione Cerca l’agenzia più vicina a te * Periti A chi rivolgersi in caso di infortunio stradale * Import - export Rivolgiti a noi Cerca PAGINEGIALLE * Edicola Edicola * Archivio Archivio * Mobile Mobile * Ipad Ipad * Dizionari Dizionari * Libri Libri * Rss Rss * Facebook Facebook Pubblicità PIÙletti 1Le tre donne ministro nelle carte di Bisignani 2Processo Mills, depone Attanasio: «Mai dati 600 mila euro all’avvocato inglese» 3La foto del «bacio di Vancouver» fa il giro del mondo 4Per i costi dei partiti la crisi non esiste: +1.110% di rimborsi 5Moody’ s avverte: possibile il taglio del rating sul debito dell’Italia 6I single e la vetrina-specchio di Facebook 7«Sesso in cambio di lavoro» L’imbarazzo dell’Idv 8Emanuela Orlandi: un’altra verità «È viva e si trova in manicomio a Londra» 9Gabanelli, «irricevibile» la bozza del nuovo contratto con la Rai 10Pino Insegno, un mistero a Raiuno 1Berlusconi rompe il silenzio: «Addio al nucleare, tocca alle rinnovabili» 2Referendum, il quorum c’è: vota il 57% Vertice della Lega: «Basta sberle» 3Referendum, riaprono i seggi fino alle 15 4Mondonico in lacrime dopo la salvezza: «Non ho sconfitto il mio vero avversario» 5Berlusconi ai funerali di Comincioli: «Dove trovo i soldi, se condannato?» 6Brunetta volta le spalle ai precari «Voi la parte peggiore dell’Italia» 7«Giusto un sistema con 3 aliquote Irpef » 8Pino Insegno, un mistero a Raiuno 9Inchiesta «P4», arrestato Luigi Bisignani 10Eclissi totale di Luna mercoledì 15 1Pisapia e de Magistris sono sindaci Sconfitta Pdl, Bondi rimette il mandato 2«Ylenia Carrisi è viva e abita in Arizona» 3Vieri e Corona, party con scazzottata 4Berlusconi rompe il silenzio: «Addio al nucleare, tocca alle rinnovabili» 5Referendum, il quorum c’è: vota il 57% Vertice della Lega: «Basta sberle» 6Referendum, riaprono i seggi fino alle 15 7Scommesse, retata nel calcio: 16 arresti «Falsata promozione Atalanta e Siena» 8Clooney pronto a lasciare la Canalis 9Tracollo Sgarbi, sospeso programma «Ho sbagliato io, ora chiudiamo» 10Mondonico in lacrime dopo la salvezza: «Non ho sconfitto il mio vero avversario» * giorno * settimana * cinema IN PRIMO piano * Processo Mills, depone Attanasio: «Mai dati 600 mila euro all’avvocato inglese» CRONACHE * Cisl e Uil ultimatum al governo: «O riforma fiscale o se ne vada» CRONACA * Palamara: «Sulla P4 solito metodo di delegittimazione dei magistrati» CRONACHE * Le tre donne ministro nelle carte di Bisignani POLITICA * Vendola: «Nessuna apertura a Bossi e Tremonti» POLITICA NOI DUE & PARSHIP L’amore non è per caso! 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Scandalo in Germania: la Merkel e Schröder nudi in una scultura
Un trittico in marmo come critica politica dell'artista Peter Lenk a rappresentare in modo ironico la storia tedesca
BERLINO - Opera d'arte o volgare rappresentazione pornografica? E' la domanda che si pongono non solo gli amministratori della città di Bodman-Ludwigshafen, ma anche molti cittadini tedeschi che in massa si sono recati in questo paesino di 4000 abitanti del Baden-Württemberg, nella Germania meridionale, per ammirare la nuova e singolare scultura portata a termine dall'artista Peter Lenk, intitolata «Ludwig's Legacy» (l'eredità di Ludwig). La scultura è un trittico in marmo eretto nel centro della città, a pochi passi dal Comune e dovrebbe rappresentare in modo caricaturale e ironico la storia della Germania.
SCANDALO - A suscitare scandalo, racconta l’edizione online in inglese del settimanale Spiegel è una parte della scultura dove sono rappresentati sorridenti e nudi, cinque tra i politici più influenti della storia recente tedesca. Tra questi l’attuale cancelliere Angela Merkel e l’ex premier Gerard Schröder: i due rivali politici, che nel settembre del 2005 si scontrarono per la leadership tedesca, sono raffigurati insieme ad altri tre illustri personaggi pubblici Hans Eichel (ex ministro delle finanze), Edmund Stoiber (ex governatore della Bavaria) e Guido Westerwelle (leader del Freie Demokratische Partei) ognuno con le mani sugli organi genitali dell'altro. Sulla loro testa campeggia la frase in inglese «Global Players» (attori globali)
ARTE E POLITICA - Vicino ai 5 politici compaiono diversi membri dell'establishment economico e finanziario, come Ferdinand Piëch, presidente della Volkswagen e Josef Ackermann, CEO di Deutsche Bank, anche essi rappresentati senza veli. Nel resto dell'opera sono rappresentati altri famosi personaggi pubblici tedeschi del passato, tutti rigorosamente vestiti. Molti giornali e rappresentati politici hanno definito volgare la scultura e hanno sottolineato che queste immagini pornografiche sono state in parte pagate con soldi pubblici. «Questa scultura è un vero schifo» ha commentato Thomas Strobl, genero del ministro dell'interno tedesco Wolfgang Schäuble e rappresentante della Cdu nello stato di Baden-Württemberg. «Un'opera misera» l'ha definita Christoph Palmer, un altro rappresentante della Cdu, intervistato dal giornale di Berlino Die Tageszeitung. Numerose critiche sono arrivate anche dai politici progressisti.
LA VERA PORNOGRAFIA - L'artista Peter Lenk sembra non essere intimorito dai messaggi di sdegno, ma intervistato dal giornale locale Mitteldeutsche Zeitung, ha provato a difendersi affermando che il suo intento era quello di rappresentare un gruppo di politici in un’immagine sessuale. Secondo Lenk i 5 personaggi pubblici che egli ha raffigurato nudi sono gli architetti del pacchetto di riforme sul welfare chiamato «Harz IV», che ha ricevuto numerose critiche in Germania. Inoltre molte figure governative che hanno contribuito a questa riforma sono state coinvolte successivamente in uno scandalo finanziario. «La politica è qualcosa di molto più pornografica di qualsiasi arte», ha ribattuto l'artista. Secondo Lenk lo scandalo finanziario non è più ricordato dal pubblico perché è stato raccontato dai media al massimo per un paio di giorni. Adesso invece «una scultura come questa resterà qui ferma e almeno li irriterà per un po' di tempo».
Siyaset sanat formlar?ndan daha pornografik - DER SPIEGEL - Istanbul - 24.09.2008

Siyaset sanat formlar?ndan daha pornografik kasabas? Bodman-Ludwigschafen’daki meydanda bulunan bir heykel bugünlerde siyasetle sanat? hem yan yana hem de kar?? kar??ya getiriyor. Politikac?lar bir yandan kamuya aç?k sanat?n rolünü tart???rken, di?er yandan bu “pornografik” heykel turistlerin çoktan ilgi olda?? olmu? durumda
?ngilizce konu?mak için kursa gitmek ?art de?il? T?klay?n!
Avrupa’ya tatile gidenlerin transit güzergah?nda olmayan Bodman-Ludwigschafen kasabas?, heykelt?ra? Peter Lenk’in son çal??mas?yla bir anda u?rak yeri haline geldi. Uzaktan bak?ld???nda Almanlardan olu?an ne?eli bir karikatür gibi görünen çal??man?n yak?n?na gelindi?inde ünlü siyasilerin ç?plak betimlemelerini görmek mümkün. Bunlar kim mi? Almanya ?ansölyesi Angela Merkel, eski ?ansölye Gerhard Schröder.
Haberin devam?n? okumak için t?klay?n.
Di?er haberler:
Ay sonuna yeti?ecekler
Potada da zafer Fener’in
Bursaspor gözalt?nda
Sezer nihayet Fener’de
Gökhan Ünal yeniden Kayseri’de
UEFA’dan ?ark kurnazl???na izin yok
Hareket halinde bir Andy Warhol sergisi
A??r metal i?çileri onlar
Stanley Spencer birkaç dakikada iki rekor k?rd?
Tomtom’da karnaval ba?lad?
Tyskland: Kæmpe relief med nøgne politikere på rådhusvæg i Bodman- Ludwigshafen
Gerhard Schrøder befamler Angela Merkels kusse, hvilket hun ser ud til at være meget beæret over, mens Merkel til gengæld har et fast greb om Edmund Stoibers pik.. 'Global Players', er navnet på kunstværket.

I det tiltagende puritanske Danmark fjerner man nogenmalerier fra TV2's bygning.
I Tyskland præsenterer en stolt borgmester derimod et kæmpe relief fyldt med nøgne politikere på 10 gange 4 meter lavet af kunstneren Peter Lenk.
<--- Fra venstre til højre:

* Peer Steinbrück
* Gerhard Schröder
* Angela Merkel
* Edmund Stoiber
* Guido Westerwelle

Til højre:
Den Baden-Württembergske ministerpræsident Günther Oettinger (t.h.) ordner noget med sin forgænger Hans Filbinger
Should Group Sex Be Public Art?
09/19/2008

Comic Relief
A new sculpture in a southern German town square has tourists snapping pictures and politicians arguing about the role of public art. The work shows Angela Merkel naked, along with other politicians, and the artist is unapologetic. He calls the work his "group-sex relief."
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The town of Bodman-Ludwigshafen, in the far south of Germany, doesn't top the itinerary of an average European cultural tourist. But curious Germans have flocked there for over a week to see a new work by the sculptor Peter Lenk, whose carved relief of naked German political leaders has been derided as "cheap" and "piggish" by some local politicians.
The controversial sculpture belongs to a tryptich in the center of Bodman-Ludwigshafen, near its town hall. At first glance the whole relief looks like a lively panorama populated with cartoonish Germans. But one detail shows five German politicians -- including Chancellor Angela Merkel and former Chancellor Gerhard Schröder -- naked and laughing and grabbing each other's genitals. A banner over their heads reads, in English, "Global Players."
"Piggish," is how Thomas Strobl, son-in-law of Germany's Interior Minister, Wolfgang Schäuble, described the stone relief. Stroble heads the Christian Democratic party (CDU) in the state of Baden-Württemberg, where the town is located. "Cheap effect-mongering," is what Christoph Palmer, another Christian Democrat in Stuttgart, said according to the Berlin paper Die Tageszeitung.

The mayor of Bodman-Ludwigshafen, a nonaligned independent named Matthias Weckbach, has been criticized for commissioning "pornography" and paying for it partly with public funds. The controversial panel, though, is a two-year donation by Lenk himself.
The whole work is called "Ludwig's Legacy," named for the Herzog Ludwig, who also gave his name to the nearby city of Ludwigshafen. It shows a caricatured cross-section of German leaders throughout history. Near the laughing (and living) politicians the sculptor has also placed a group of naked, bathing corporate leaders like Ferdinand Piëch, chairman of the supervisory board at Volkswagen, and Josef Ackermann, the CEO of Deutsche Bank.
Lenk says he set out to show "political group sex," according to the local Mitteldeutsche Zeitung. The five naked politicians are the architects of a welfare-reform package called Harz IV, which has been controversial in Germany for years and attended by more than one scandal involving corporate money and government figures.
"When it comes to their privileges and taking money out of the pockets of citizens," he said, "they all hold the scepter, so to speak. Politics is far more pornographic than any art."
He also said political scandals involving corporate and public money tend to fade from the public's attention after one or two days in the media, "but a memorial like this will stay around and irritate them a bit longer."
msm

- Südkurier
Südkurier 05.09.2008 von Uli Fricker
Das jüngste Werk von Peter Lenk, "Ludwigs Erbe" in Ludwigshafen, ist eine deftige Gesellschaftssatire, eine Abrechnung mit der Habgier und ihren Raffzähnen.
Halligalli im falschen Paradies
Der Mann ist eben ein Spaßvogel. "Sind Sie der Herr Lenk?", wird der Bildhauer vor seinem Haus stehend gefragt. Der hochgewachsene Künstler verzieht keine Miene und sagt artig: "Nein, der Hausmeister". Aha. Die Besucher sind leicht enttäuscht, machen ihre Fotos von dem hier und dem dort. Dann ziehen sie ab. Lenk schmunzelt und freut sich.
Seine Werke sind populär. Am Bodensee gehört er zu den meistgesehenen Künstlern. Überlingen, Konstanz, Gaienhofen, Meersburg und Stockach haben sich mit Lenkschen Werken eingedeckt. Besucher und Einheimische stehen rätselnd, deutend, zeigend davor, lassen sich fotografieren und zeigen es zuhause. "Schau mal, das ist eine Skulptur vom Peter Lenk und das bin ich."
So gibt er keine Ruhe. Am heutigen Samstag erblickt sein jüngstes Werk das Licht der Öffentlichkeit. Sein Triptychon (Dreiteiler) wird in Ludwigshafen am Bodensee enthüllt, Standort wird eine Außenwand des Rathauses sein. Es handelt sich um eine Auftragsarbeit, bestellt von den örtlichen Kunstfreunden e.V. sowie dem Touristikförderverein. Sie wünschten sich etwas von Peter Lenk, er sagte zu. Dabei konnte er gestalten, was er wollte, das hatte er sich ausbedungen. Kein Gemeinderat und keine Jury wussten, wie das Werk ausfallen würde. "Das lasse ich mir doch von niemandem vorschreiben", meint er lässig. Nur er und seine Familie waren in das langsam reifende Thema eingeweiht. So ist eine deftige Gesellschaftssatire entstanden, eine Abrechnung mit der Habgier und ihren Raffzähnen, die in ihrer Drastik fern an Hieronymus Bosch erinnert.
Das jüngste Werk von Peter Lenk, "Ludwigs Erbe" in Ludwigshafen, ist eine deftige Gesellschaftssatire, eine Abrechnung mit der Habgier und ihren Raffzähnen.
Der Titel "Ludwigs Erbe" dient nur als Anlass und Aperitif für das Werk. Die Überschrift spielt auf Großherzog Ludwig von Baden an, der als Großherzog zwölf Jahre lang regierte. Lenk hält sich aber nicht lange bei dem nur mäßig beliebten Regenten auf. Schnell wirft er sich in den großformatigen Reliefs auf die spannende Gegenwart und das, was sie umtreibt und tränkt. Geld, Gier, Triebe.
Kein Werk des 61-Jährigen (man sieht ihm die Jahre nicht an) versammelt so viele Prominenz. Utz Claasen, der ehemalige Chef von EnBW, erkennt man, dann die Chefs von Daimler, Dietmar Zetsche, und Josef Ackermann von der Deutschen Bank, daneben Volkswagen-Patriarch Ferdinand Piëch. Sie sind allesamt nackt und geben sich dem Vergnügen von Onkel Dagobert hin: Sie baden in Geld und lassen dicke Münzen durch die Finger rieseln. Man sieht den Herren an, dass ihnen das Spaß macht, dass sie nicht genug davon bekommen können. Wie kleine Kinder wühlen und wirbeln sie in einem Berg von Edelmetall. Ein Panorama menschlicher Gier rollt ab. Männlicher Geldgier, handelt es sich bei dem bekannten Personal doch ausschließlich um Männer.
Ebenso brutal-lustig geht es im modernen Venusberg zu. Er ist mit "Hartz VI" beschriftet, und der Bodmaner Bildhauer meint das nicht numerisch, sondern erotisch. Hartz sex ist für Lenk ein staatlich subventioniertes Halligalli. Dralle Damen warten hier auf Freier und lustjagen nackert über den Hügel.
Unbeliebte und beleibte deutsche Manager beim Onkel-Dagobert Spiel (von links): Utz Claassen, Dietmar Zetsche, Ferdinand Piëch, Josef Ackermann.
Nirgends zeigt Lenk mehr Haut als in seinem jüngsten Werk. Außer den Wirtschaftsgrößen im Adamskostüm zeigt er auch die Spitzen der Politik als kindische Nackedeis. Die Bundeskanzlerin, Gerhard Schröder, Guido Westerwelle sowie ein etwas verschämter Edmund Stoiber stehen im natürlichen Zustand nebeneinander. Die Szene ist grenzwertig. Doch ist der Satiriker Lenk den Umgang mit unbekleideten Prominenten gewohnt. Als er Minister Scharping im zweifelhaften Zustand darstellte, überlegte sich der SPD-Mann damals eine Klage. Er ließ es sein, weil er sich so der Lächerlichkeit preisgegeben hätte. Auch für die Merkel-Gruppe hat sich Lenk bereits eine gute Ausrede einfallen lassen: "Diese Szene spielt doch im Paradies, und da waren doch alle nackt."
Was will uns Lenk damit sagen? Unterhalten will er, Gelächter erzeugen, auf seine Arbeit aufmerksam machen. Er will Leute anziehen, indem er ungezogene Menschen zeigt und ausgezogene. Nun strebt der gelernte Kunstlehrer noch ein zweites Ziel an, ernster und mit höherem Anspruch: Peter Lenk ist Moralist, der den Oberen den Spiegel vorhält. Das machen Satiriker seit jeher so, sei es mit Worten oder mit Beton. Lenk skandiert: "Dem Establishment aus Politik und Wirtschaft soll noch einmal die Gelegenheit geboten werden, sich zu besinnen." Hinter den drolligen Figuren mit ihren Reizen verbirgt sich eine Ansage, die heißt: So geht es nicht weiter. Lenk wird in seinem "Ludwigs Erbe" zum Kritiker der "entfesselten Global-players."
So sieht es Peter Lenk: Die einen sammeln Geld, die anderen stopfen sich mit fetten Würsten.
Lenk als Kapitalismus-Kritiker? Steckt hinter der Lust am Versteckspiel, an der Entblößung etwa ein tieferer Sinn? Lenk wäre nicht er selbst, wenn bei aller schweren Kost nicht leichte Häppchen in den großformatigen Tafeln steckten. Da ist ein Dixi-Klo modelliert, vor dem eine Menschenschlange ansteht und sich windet. Eine Konstante ist die Kirchenkritik bei Lenk. Benedikt XVI. ist schnell erkennbar.
Wenn der Künstler vor seinem Werk steht und es mit seinen langen Armen ausgreifend erklärt, gibt es immer etwas zum Lachen. Er weiß Anekdoten, er zitiert Gedichte und ist über das politische Geschehen im Bilde. Einsilbig wird er nur bei der eigenen Person. "Sie dürfen hier alles fotografieren, nur mich nicht," bescheidet er. Da gibt es keinen Widerspruch, das gilt für alle.
Ist er etwa schüchtern geworden? "Der Personenkult in der Kunst ödet mich an," sagt er. Er zeigt die Zeitschrift ART, in der die Künstler größer zu sehen sind als die Werke. "Das ödet mich an." Im Übrigen kann er den Hausmeister-Witz und andere Eulenspiegeleien nur als Unbekannter bringen. "Ich habe ein Vergnügen daran, anonym durch die Gegend zu spazieren," sagt er spitzbübisch.
Das große Geld wird Peter Lenk mit seinem Triptychon übrigens nicht verdienen. Seine badischen Auftraggeber dachten schwäbisch und bezahlen nur das Material. Die Personalkosten schenkt Lenk her: Es ist seine Arbeit und die seiner Frau Bettina sowie der beiden Töchter. Der Künstler als schlagkräftiger Kleinunternehmer, mit Risiko und hohem Familieneinsatz.
Doch das ist ihm die Freiheit wert.

Sonntag Aktuell 07. September 2008, von Susanne Stiefel
Peter Lenk zündelt gerne. Seit gestern auch in seiner Heimatgemeinde Bodman-Ludwigshafen. Das Triptychon des Bildhauers schont keinen, weder Ministerpräsident Oettinger noch Kanzlerin Merkel. Auch Wirtschaftsmagnaten wie Dieter Zetsche bekommen ihr Fett ab.
Ein lachender Provokateur
Wer sich für Peter Lenk interessiert, lebt gefährlich. Das musste jetzt auch Günter Oettinger erfahren. Wie hatte sich der damalige Fraktionsvorsitzende noch amüsiert, als Erwin Teufel dran war. Der damalige Landesvater, abgebildet als geklonter Soldat in Lenks Revolutionsdenkmal in Schopfheim - da hat der Oettinger gleich eine Teufel-Handpuppe beim Künstler bestellt. Spaß muß schließlich sein. Nun ist Oettinger selbst Zielscheibe des Spotts: als grinsender Beau mit markanter Nase, der dem NS-Marinerichter Filbinger heimlich die Hand reicht. "Ich schätze die baden-württembergischen Ministerpräsidenten sehr", sagt Peter Lenk und schaut ganz unschuldig:"Sie eignen sich gut für Satire."
Als gestern sein Großherzog-Ludwig-Denkmal in Bodman-Ludwigshafen enthüllt wurde, hatte sich der Künstler - wie immer bei offiziellem Anlass - in die zweite Reihe verdrückt und es seiner Frau überlassen, mit den Honoratioren zu plaudern. Der Zündler vom Bodensee beobachtet lieber die ersten Reaktionen der Menschen auf seine bildhauerischen Provokationen. Und schließlich hat Bettina Lenk, wie auch Tochter Miriam, ein Jahr lang mitgearbeitet an diesem neuen Lenk, der nun das Zollhaus hinter dem Ludwigshafener Rathaus verziert. Peter Lenk bleibt gerne unerkannt: "Keine Fotos bitte."
Mancher Schabernack wäre sonst nicht möglich. Etwa auf dem Schiff zu stehen, während seine heiß umkämpfte Imperia im Konstanzer Hafen enthüllt wird, und sich mit älteren Damen zu kabbeln, die ihm mit ihren Hüten die Sicht versperren. "Verzeihung, darf ich auch mal schauen?"-"Nein, junger Mann, Sie müssen halt warten."-"Na gut, ich weiß ja eh, was drunter ist."- "Das können Sie gar nicht wissen, das weiß nur der Künstler."
Der Schalk vom Bodensee mag solche absurden Dialoge. Mag es, wenn ihm die Leute sein eigenes Kunstwerk erklären oder auf den "abartigen Künstler, den Dreckspatzen, den Lumpen" schimpfen. Dann macht er gerne mit. Er hat sogar schon mal eine Unterschriftenliste gegen sich selbst unterschrieben. Mit vollem Namen.
An diesem Mittwoch ist der 61-Jährige auf dem Weg zu dem Zelt in Bodman, wo das Ludwigshafener Denkmal abholbereit steht. Die Touristen steuern zielsicher auf den dürren Mann mit dem imposanten Schnurrbart zu, der einen störrischen Hund an der Leine hinter sich herzieht. "Entschuldigung, wir suchen den Bildhauer Lenk" sagen sie erwartungsfroh. "Der wohnt da die Straße runter und an der Telefonzelle hoch" sagt Peter Lenk und weist die Richtung, "dort, wo Sie die vielen Figuren sehen." Die Lenk-Fans bedanken sich artig, und der Künstler kann weiterarbeiten.
Flunkern hilft. So landet Peter Lenk manchen Überraschungscoup. "Nicht lange reden", lautet sein Motto, "sondern machen." Der Illustrator Tomi Ungerer ist an zu großen Offenheit gescheitert. Er wollte ein Toilettenhäuschen mit einem nackten Hintern auf dem Dach ausbauen. Daraus ist nichts geworden, weil die Leute entsetzt waren. "Wenn das erst gestanden wäre, dann hätte sich keiner mehr darüber aufgeregt", sagt Lenk. Oder nach einiger Zeit wieder abgeregt, Lenk spricht aus Erfahrung.
Zehn Meter lang ist seine neueste künstlerische Bestandsaufnahme der Gesellschaft, offiziell ein Denkmal zu Ehren Großherzog Ludwigs, der Ludwigshafen seinen Namen gegeben hat. Nackt tanzen als "Global Players" Angela Merkel, Gerhard Schröder, Hans Eichel, Edwin Stoiber und Guido Westerwelle einen Ringelpiez mit Anfassen: "Die haben Spaß am Koalieren, Konsumieren und Kopulieren", so der Künstler. Darunter badet Ex-EnBW-Chef Utz Claassen wie Dagobert Duck in Goldtalern, gemeinsam mit anderen Magnaten wie Deutsche-Bank-Chef Josef Ackermann, einem schwörenden Daimler-Chef Dieter Zetsche und mit VW-Aufsichtsrats-Chef Ferdinand Piech. Die derzeit viel kritisierte Managerriege vereint mit dem alten Adel. Lenk kann´s nicht lassen.
Seit Peter Lenk den Lehrerberuf an den Nagel gehängt hat, provoziert er mit seiner Kunst. Ob er nun 1985 in Berlin die "Mauerkieker" aufstellt, die als Lenin, Kaiser Wilhelm und Herr Jedermann vom Checkpoint Charly nach drüben linsen (Motto:"Wenn die Vopos lachen, schießen sie nicht") oder der vollbusigen Imperia im Konstanzer Hafen Kirche und Stadtverwaltung dem Herzinfarkt nahe bringt: Bei Peter Lenk bleibt keiner kalt. Entweder man mag ihn, diesen Bürgerschreck und modernen Till Eulenspiegel, diesen hintersinnigen Lügenbaron. Oder man hasst ihn als Ästhet des Hässlichen, als fiesen Provokateur, als einen, der keine Autoritäten anerkennt und keine Regeln.
Nun sitzt das Enfant terrible im Garten seines Hauses in Bodman. Das Handy zieht die Hose nach unten, weshalb beide hinteren Hosenträger auf der rechten Hosenseite festgeschnallt sind. Der Mann hält sich nicht mit Äußerlichkeiten auf. Entspannt sitzt er da, obwohl dauernd das Telefon klingelt. Zentauren recken sich neben einem Apfelbaum zehn Meter in die Höhe, im Teich räkeln sich wollüstig Zeus und Alkmene, eine Mini-Imperia präsentiert neben dem Holzschuppen stolz ihre Brüste. Der Künstler lebt mit seinen Figuren. Und jede von ihnen hat eine Geschichte, die alle aus ihm herausschäumen wie überkochende Milch.
Der Mann kann einen schwindelig reden. Ob er die beleidigte Reaktion des Schriftstellers Martin Walser auf sein Denkmal zitiert ("Da bin ich unverzeihlich") oder den Pfullendorfer Pfarrer, der den Künstler am liebsten mit einem Mühlstein um den Hals im Bodensee versenkt hätte. Vielleicht noch eine kleine Kabarretteinlage zu einer Gemeinderatssitzung gefällig? Bitte sehr. "Herr Lenk, Sie sind nicht nur Bildhauer, Sie sind auch ein Fuchs."-"Besser als ein Schaf."- Gelächter. So kriegt er die Menschen meistens. Mit diesem respektlosen, überbordenden Humor.
Peter Lenk lacht gerne und laut und viel, ein Hofnarr ohne Hof. Dauernd schleppt der Gastgeber Ordner an wie andere Kekse: Erboste Leserbriefe, die Ehrennadel eines Vereins zur adäquaten Begrüßung Außerirdischer - alles stapelt sich auf dem Holztisch im Garten, Lob und Kritik, Anerkennung und wüste Beschimpfungen. Die lacht er genauso weg wie offene Hasstiraden, die manchmal in Morddrohungen münden. Darüber kann er sich nur wundern:"Ich bin doch nicht der Provokateur", sagt er treuherzig, "für die Skandale sind doch andere verantwortlich." Die Aufregung übrigens flaut mit der Zeit ab. Längst ist die Imperia, für viele das größte Lenk´sche Ärgernis, das Wahrzeichen von Konstanz geworden.
Er sei nur Kunsthandwerker, mokieren sich viele über seine gegenständlichen, burlesken Figuren. Dann stimmt der Mann, der an der Stuttgarter Kunstakademie studiert hat, zu und zitiert einen Freund, der sich beklagt hat, weil Lenk im vergangenen Jahr seinen 60sten Geburtstag nicht gefeiert hat: "Kein Koks, kein Fest, seit 37 Jahren mit der gleichen Frau verheiratet, du bist doch kein Künstler."

Von Gisela Mackensen, dpa am 7.09.2008
Ein neues Werk des satirischen Bildhauers Peter Lenk ist am Samstag in seiner Heimatgemeinde Bodman-Ludwigshafen am Bodensee enthüllt worden.
Satire-Bildhauer Lenk stellt Bonzen bloß
Das zehn mal vier Meter große Relief an der Rathauswand in Form eines Triptychons ist eine respektlose, provozierende Abrechnung des 61-jährigen Künstlers mit Politikern und Wirtschaftsbossen. "Ich möchte mich nicht mehr aufregen über Politiker, die immer dreister lügen, und Manager, die sich die Taschen vollstopfen, sondern ihnen ein würdiges Denkmal setzen", sagte Lenk in seiner typisch verschmitzten Art am Rande der Enthüllungszeremonie, zu der mehrere 100 Gäste gekommen waren.
Die derbe Gesellschaftskarikatur, die entfernt an Hieronymus Bosch erinnert, trägt den Titel "Ludwigs Erbe" unter Bezug auf den badischen Großherzog Ludwig, nach dem ein Teil der Doppelgemeinde benannt ist. Der Adelige thront inmitten von Feinden und Anhängern. Unter ihnen ist Baden-Württembergs Ministerpräsident Günther Oettinger (CDU), der leicht verschämt seinem Vorgänger Hans Filbinger die Hand drückt.
Auf dem dreiteiligen Relief tummeln sich außerdem die "Global Players". Spitzenpolitiker und Top-Manager sind als kichernde Nackedeis zu sehen. "Alle stehen kurz vor der Vertreibung aus dem Paradies, und im Paradies trifft man sich eben nackt", erläuterte der Spaßvogel Lenk. Gleich daneben sind "Hartz-VI"-Empfänger mitsamt VW-Betriebsrat und Prostituierten versammelt. Das einfache Volk wird von Wurstessern und einer Warteschlange vor einer Behelfs-Toilette verkörpert.
Auf humorvolle Weise deutet der Künstler an, dass sich seit den Zeiten des Feudalismus nicht allzu viel geändert hat. Die da oben leben in Saus und Braus, während die da unten ihre Bedürfnisse unterdrücken müssen. Lenk nimmt schon seit vielen Jahren die Mächtigen auf die Schippe. Seine Skulpturen stehen vor allem in der Bodenseeregion, aber auch in Berlin, zum Beispiel die "Mauerkieker". So zeigte Lenk in den vergangenen Jahren Helmut Kohl als Ehrenwortbuben oder einen liebestollen Rudolf Scharping. Der Dichter Martin Walser grollt ihm, weil er ihn in Überlingen auf einem Gaul als Reiter über den Bodensee dargestellt hat. Streit gab es anfangs auch um Lenks bekanntestes Werk, die neun Meter hohe Imperia an der Konstanzer Hafeneinfahrt. Sie erinnert seit 1993 an Huren zur Zeit des Konzils (1414-1418). Heute gehört die Statue zu den Wahrzeichen der Bodenseestadt.
Doch Lenk hat auch Kritiker. Sie werfen ihm ein immer gleiches Schema vor und finden, seine spöttischen Figuren seien keine zeitlose Kunst. Skeptisch war zuerst auch Bodman-Ludwigshafens Bürgermeister Matthias Weckbach. Er wurde dann aber nach eigenem Bekunden zum Fan. Weckbach versprach sich von dem Kunstwerk "mehr Ausstrahlung" seiner 4000-Einwohner-Fremdenverkehrsgemeinde. Er setzte darauf, dass nach der vereinbarten zweijährigen Probe-Ausstellungszeit Lenks Werk für immer in der Gemeinde bleiben werde. Das Touristikamt hat maßgeblich die Kosten von 35 000 Euro getragen, der Rest kam von Sponsoren.
Auch Claudia Maden vom Verein der Kunstfreunde, der das Werk angeregt hatte, meinte: "Ich gehe davon aus, dass die Bürger begeistert sind." Andere Kommunen hätten schon Interesse signalisiert, sollte Lenks Triptychon am Ausstellungsort ein Misserfolg werden.

Von Frank Müller-Thoma 09.10.2008
ludwigserbe.suedblog.de
Gedicht
Global Players
Westerwelle lacht nicht schlecht
greift ihm Stoiber ans Gemächt
ausgelassen freut sich Merkel
Schröder jauchzt im Kreis der „Ferkel“
auch der Fünfte steht für Sex
Reflektion oder Reflex
der „Erregung“ eingedenk
bravo, bravo Meister Lenk

20min 23.09.08 von Olaf Kunz
Nackte Angela Merkel sorgt für Furore
Damit haben der Künstler und die Stadt Ludwigshafen am Bodensee nicht gerechnet: Ein vor zwei Wochen an der Rathausfront angebrachtes Relief sorgt in Deutschland für so gehörigen Wirbel, dass sogar die Medien in Japan darüber berichten.
"Ärger um neues Porno-Denkmal" titelte die Bild-Zeitung, als sie von dem vor rund zwei Wochen enthüllten Kunstwerk Wind bekam. Damit brachen für den beschaulichen Ort Ludwigshafen am Bodensee turbulente Zeiten an. Plötzlich fallen Reporter scharenweise in der 4348-Seelen-Gemeinde ein und in ganz Deutschland berichteten Medien über die Rathauswand. Kein Wunder, immerhin bietet diese seit neuestem auf rund 12 Meter Länge und 3 Meter Höhe eine geballte Ladung Kritik, Provokation und Humor.
Frech in Schritt gefasst
"Es kommen aus der ganzen Republik Glückwunschschreiben, aber auch kritische Mails und Briefe", berichtet der Bürgermeister von Ludwigshafen Matthias Weckbach dem Newsportal. Doch bei verbalen Attacken blieb es nicht. Seit Ende der vergangenen Woche gibt es einen ersten Fall von Vandalismus im Zusammenhang mit dem Kunstwerk. Ein Unbekannter hat ein Teil des Werks abgebrochen. Stein des Anstosses - wortwörtlich - ist ein Relief an der Aussenwand der Stadtverwaltung. Der in der Region bestens bekannte und nicht unumstrittene Bildhauer Peter Lenk hat in seinem neusten Schaffensprodukt einmal mehr tief in die Satire-Kiste gegriffen.
Auch einen Schweizer verewigt
Heraus gekommen ist ein Tryptochon, auf dem jede Menge Politiker und Wirtschaftslenker hüllenlos zu sehen sind, so zum Beispiel der Schweizer Josef Ackermann, Chef der Deutschen Bank oder der Daimler-Vorstandsvorsitzende Dieter Zetsche oder Ferninand Piech. Doch der Gipfel für viele ist die Gruppe der "Global Players". In dieser steht Bundeskanzlerin Angela Merkel nackt neben Gerhard Schröder, der ihr mit der Hand munter in den Schritt greift. Die CDU-Politikerin selbst wiederum zwackt auf der Darstellung Edmund Stoiber ins Gemächt und lacht dabei beherzt.
Es hagelt Kritik
Mit den ausladenden Figuren auf "Ludwigs Erbe" - so heisst das Wandwerk - will der Bildhauer aus Bodman Kritik an den "entfesselten Global Players" üben. Ganz schön dreist - finden viele und von Konstanz bis Kiel äussern sich viele empört über die "Verunglimpfung der Kanzlerin", wie es ein User in einem Weblog ausdrückt. Sogar in Lenk wurde darüber berichtet, erzählt Lenk in einem Mediengespräch. Doch das Bild täuscht, tritt der Bürgermeister dem Eindruck der vermeintlich geballten Kritik entgegen. "Es sind gar nicht so viele, die das Relief kritisieren. Lediglich etwa 10 Prozent sind abgeschreckt bis angewidert. 90 Prozent hingegen sind begeistert."
Gute Miene zum Spiel
Den Kritikern versucht Lenk mit einer Augenzwinker-Argumentation den Wind aus den Segeln zu nehmen: "Die Szene spielt doch im Paradies, und da waren alle nackt", erklärt er im Südkurier. Wer kann da noch ernsthaft dagegenhalten. Und so ist auch Angela Merkel selbst noch das Bundeskanzleramt zu einer Stellungnahme bereit. "Kunst kommentieren wir nicht", erklärt ein Regierungssprecher gegenüber 20 Minuten Online kurzerhand. Immerhin attestiert das Bundespresseamt damit dem 61-Jährigen Erschaffer, dass es sich bei dem Relief um ein Kunstwerk handelt. Lenk legt noch eine Schippe drauf: "Satire kommt bei der CDU immer gut an", sagt er gegenüber der Lokalpresse ironisch.
Nach zwei Jahren wieder weg?
Was die Auftragsarbeit darstellen wird, wurde im Vorfeld nicht festgelegt. Im Gegenteil: Der Bildhauer Peter Lenk hat sich absolute Narrenfreiheit ausbedungen. Aus gutem Grund. Denn sonst wäre es möglicherweise überhaupt nie zur Enthüllung gekommen. Der mit einer grossen Portion Humor und Schalk ausgestattete Künstler hat die Aufregung wohl schon gewittert. Aber auch der Gemeinderat. Deshalb hat er im Vorfeld entschieden, dass das Kunstwerk zunächst nur auf zwei Jahre befristet an der Rathausfassade ausgestellt werden soll. "Danach wird neu entschieden", erklärt Weckbach.
Stuttgarter Zeitung 12.09.2008 Von Wolfgang Messner
Entblößte Politiker und in Golddukaten badende Manager
Das Relief des Künstlers Peter Lenk lockt Hunderte von Besuchern nach Bodman-Ludwigshafen und empört CDU-Granden im Land Die größte Touristenattraktion am Bodensee hängt zurzeit am Rathaus von Bodman-Ludwigshafen. Das Wandrelief des Bildhauers Peter Lenk mit nackter Politiker-Promenade und in Geld badenden Managern zieht Ärger, aber auch täglich Hunderte von Neugierigen an.
Man muss sich Sorgen machen um die Elite des Landes. Bundespolitiker wie Angela Merkel, Guido Westerwelle und Elder Statesmen wie Gerhard Schröder, Edmund Stoiber oder Hans Eichel stehen freudig erregt, wie Gott sie schuf, feiern sich mit einem Transparent als "Gobal Players" und haben einander buchstäblich im Griff. Derweil badet ein wenig unterhalb die Managerkaste wie weiland Dagobert Duck in den Golddukaten: der EnBW-Exchef Utz Claasen, Medienmogul Leo Kirch, Daimler-Vorstandschef Dieter Zetsche, VW-Tycoon Ferdinand Piëch und Deutsche-Bank-Chef Josef Ackermann.
Das "Pornodenkmal" ("Bild"-Zeitung) zieht jeden Tag Hunderte Neugierige an und liefert seit seiner Einweihung am Sonntag bundesweite Schlagzeilen. Doch ist das Wandbild über "neuen und alten Feudalismus" doch mehr eine zutreffende satirische Kritik an einer immer stärker in Reich und Arm auseinanderdriftenden Gesellschaft. Wie meist bei Lenk spaltet es das Publikum in echte Freunde der Kunst und solche, die die burlesk-mittelalterlichen Gestalten für eine "Geschmacklosigkeit" sondersgleichen halten - bei allem Verständnis für die Freiheit der Kunst, versteht sich. Schimpftiraden und Unverständnis wechseln mit Lobeshymnen ab.
So hat sich der Generalsekretär der baden-württembergischen CDU, Thomas Strobel, den Kropf geleert und sich überdies darüber echauffiert, "dass für eine solche Sauerei noch Steuergelder ausgegeben werden". Der kunstpolitische Sprecher und Landtagsabgeordnete Christoph Palm sekundiert derweil, es handle sich offenkundig bei Lenks Werk um "billige Effekthascherei". Eine Geschmacklosigkeit, die es nicht weiter wert sei, kommentiert zu werden.
Geschmacklos, wie Palm meint, ist das dreigliedrige, an Hieronymus Bosch gemahnende Werk keineswegs, hängt es doch an der Toilettenanlage des Ludwigshafener Rathauses. Auch CDU-General Strobel unterliegt einer offenkundigen Fehleinschätzung, denn das 35 000 Euro teure Wandbild selbst gehört nicht der Gemeinde. Der Gemeinderat hatte gegen einen Ankauf gestimmt, auch weil Lenk sich weigerte zu verraten, was er vorhatte. Irgendwie wollte man aber doch, dass sich der ortsansässige Künstler in der 4000-Seelen-Gemeinde verewigen solle. Allerdings nur für zwei Jahre, dann muss neu entschieden werden. Finanziert wurde das Relief letztlich aus Spendengeldern von Kunstfreunden. Nur 1500 Euro stammen von der Gemeinde, und zwar aus dem Topf, in das die Verwarnungsgelder für Falschparken fließt. Und auch nur der mittlere Teil des Tryptichons gehört den Kunstfreunden. Die beiden anderen Teile sind Leihgaben Lenks. Die könne die Gemeinde gerne kaufen: "Aber selbstverständlich nur mit Steuergeldern."
Doch die Empörung der CDU-Granden ist nicht so recht zu verstehen. Denn der oberste Landespolitiker und Christdemokrat, Ministerpräsident Günther Oettinger, jedenfalls steht nicht im Adamskostüm, sondern brav im feinen Zwirn am Bildrand. Hakennasig grinst er einen milde lächelnden Alten an - keinen anderen als seinen Vorgänger Hans Filbinger. Den früheren NS-Marinerichter hatte Oettinger posthum zu einem Nazigegner konfirmieren wollen. "Ministerpräsident begrüßt Widerstandskämpfer aus dem Toten-Reich" laute die spitzfindige Bildunterschrift in dem Beiheft zum Kunstwerk. Ob der Zorn der CDU-Landespolitiker deshalb so groß ist? Oettingers Sprecher grantelt, Lenks Werk sei "keiner Stellungnahme wert".
So hält es bislang auch die oberste Politiker- und Managerkaste. Und doch muss man sich Sorgen machen, weniger um den Künstler als mehr um die Elite, wie ein kleiner Rückblick auf das bildnerische und satirische Werk Lenks zeigt. Im Mai 2002 stellte der gebürtige Franke den damaligen Verteidigungsminister Scharping in Stockach fünffach mit strammer Hose salutierend auf ein Marine-U-Boot - eine Anspielung auf seinen liebestollen Tauchgang auf Mallorca. Im Juli 2002 trat Scharping zurück. Im Oktober 2004 zeigte Lenk in Schopfheim einen sechsmal geklonten Erwin Teufel mit verbissenem Gesicht, Pickelhaube und Sturmgewehr als Vorhut gegen die badische Revolution. Im April 2005 gab sich der große Spaichinger geschlagen. Die Frage ist: steht uns angesichts der Personenfülle in Lenks Relief nun eine beispiellose Rücktrittswelle bevor?
Berliner Politiker (linkes Bild) sind auf dem Relief des Künstlers Peter Lenk genauso respektlos dargestellt wie (rechts) die Landesgrößen Hans Filbinger und Günther Oettinger.
TAZ 18.09.2008 VON SUSANNE STIEFEL
Nackte Kanzlerin tanzt mit Schröder
Skulptur empört CDU
Peter Lenk hat wieder zugeschlagen: Seine neue Plastik mit der Kanzlerin empört den Generalsekretär der Landes-CDU. Doch die Touristen strömen zum "Gruppensexrelief".
" Porno-Kunst" sei das, empören sich die Kritiker. Doch seit der Bildhauer Peter Lenk vergangene Woche sein neues Triptychon am Rathaus enthüllt hat, pilgern täglich Hunderte von Neugierigen nach Bodman-Ludwigshafen. Der Bodensee hat eine neue Touristenattraktion.
Bürgermeister Matthias Weckbach (parteilos) hat keine ruhige Minute mehr. Touristen wollen wissen, ob Deutschlands Politiker hier wirklich nackt Ringelpiez mit Anfassen tanzen. "Gruppensexrelief" soll Lenk sein Werk nennen. Zeitungen fragen, ob die Kunst von Steuergeldern bezahlt wurde. Fernsehsender wollen den Bürgermeister vor dem Wandbild filmen.
Die CDU in Baden-Württemberg ist empört. "Eine Sauerei" seien die nackten Gestalten, so Thomas Strobl, Schäuble-Schwiegersohn und Generalsekretär der Landes-CDU. "Billige Effekthascherei", grantelt der kunstpolitische Sprecher Christoph Palmer. Nur der Sprecher der Landesregierung gibt kühl zu Protokoll, das Werk sei keine Stellungnahme wert. Dabei spielt Baden-Württembergs Ministerpräsident eine sichtbare Rolle in Lenks neuestem Aufreger.
Wer sich für Peter Lenk interessiert, lebt gefährlich. Das musste nun auch Günther Oettinger erfahren. 2004 hatte er sich noch köstlich amüsiert, als Erwin Teufel dran war: Der damalige Landesvater als geklonter Soldat der Reaktion in Lenks Revolutionsdenkmal von Schopfheim - da hat Oettinger gleich eine Teufel-Handpuppe beim Künstler bestellt. Spaß muss schließlich sein.
Nun ist Oettinger Ministerpräsident und selbst Zielscheibe des Spotts: als grinsender Beau mit markanter Hakennase, der dem NS-Marinerichter Hans Filbinger heimlich die Hand reicht. "Ich schätze die baden-württembergischen Ministerpräsidenten sehr", sagt Peter Lenk und schaut ganz unschuldig: "Sie eignen sich gut für Satire."
Als Lenks Großherzog-Ludwig-Denkmal in Bodman-Ludwigshafen enthüllt wurde, hat sich der Künstler - wie immer bei offiziellen Anlässen - in der zweiten Reihe versteckt und es seiner Frau überlassen, bei den Honoratioren zu stehen. Der Zündler vom Bodensee beobachtet lieber und belauscht die ersten Reaktionen der Menschen auf seine bildhauerischen Provokationen. Und schließlich hat Bettina Lenk, wie auch Tochter Miriam, ein Jahr lang mitgearbeitet an diesem Triptychon, das nun das Zollhaus hinter dem Ludwigshafener Rathaus verziert. Peter Lenk bleibt gerne unerkannt. "Keine Fotos, bitte."
Mancher Schabernack wäre sonst nicht möglich. Etwa auf dem Schiff zu stehen, während seine heiß umkämpfte Imperia, eine 18 Tonnen schwere, schwerbusige Kurtisane, im Konstanzer Hafen enthüllt wird. Dort kabbelte er sich mit älteren Damen, die mit ihrem Schirm die Sicht versperrten. "Darf ich auch mal schauen?" - "Sie müssen halt warten, junger Mann." - Na gut, ich weiß ja eh, was drunter ist."
Lenk mag solche absurden Dialoge. Mag es, wenn ihm die Leute sein eigenes Kunstwerk erklären oder auf den "abartigen Künstler" schimpfen. Dann macht er gerne mit. Er hat sogar schon mal eine Unterschriftenliste gegen sich selbst unterschrieben. Mit vollem Namen.
An diesem Mittwoch ist der 61-Jährige auf dem Weg zu dem Zelt in Bodman, wo das Ludwigshafener Denkmal abholbereit steht. Die Touristen steuern zielsicher und doch unsicher auf den dürren Mann mit dem imposanten Schnurrbart zu, der einen störrischen Hund an der Leine hinter sich her zieht. "Entschuldigung, wir suchen den Bildhauer Lenk", fragen sie schüchtern. "Der wohnt da die Straße runter und an der Telefonzelle hoch", sagt Peter Lenk und weist die Richtung, "dort, wo Sie die vielen Figuren sehen." Die Kunstinteressierten bedanken sich artig und der Künstler bleibt ungestört.
Flunkern hilft. So landet Peter Lenk manchen Überraschungscoup. "Nicht lange reden, machen", lautet sein Motto. Der Illustrator Tomi Ungerer ist daran gescheitert. Er wollte ein Toilettenhäuschen mit einem nackten Hintern auf dem Dach bauen. Daraus ist nichts geworden, die Leute waren entsetzt. "Wenn das erst gestanden wäre, dann hätte sich keiner mehr darüber aufgeregt", sagt Lenk. Ihm kann das nicht passieren.
Zehn Meter lang ist seine neueste künstlerische Bestandsaufnahme der Gesellschaft, offiziell ein Denkmal zu Ehren Herzog Ludwigs, der Ludwigshafen seinen Namen gegeben hat. Nackt sieht man da Angela Merkel, Gerhard Schröder, Hans Eichel, Edmund Stoiber und Guido Westerwelle in heiterer Stimmung: "Die haben Spaß am Koalieren, Konsumieren und Kopulieren", so der Künstler. Darunter badet Ex-EnBW-Chef Utz Claassen wie Dagobert Duck in Goldtalern, gemeinsam mit anderen Wirtschaftsgrößen wie Deutsche-Bank-Chef Josef Ackermann, einem schwörenden Daimler-Chef Dieter Zetsche und mit VW-Aufsichtsratschef Ferdinand Piëch. Die kritisierte Managerriege vereint mit dem alten Adel.
Eine Kritik an der immer weiter auseinanderdriftenden Gesellschaft ist auch das neueste Werk Lenks. Es spaltet die Betrachter in begeisterte Fans und erbitterte Gegner. Seit Peter Lenk den Lehrerberuf an den Nagel gehängt hat, provoziert er mit seiner Kunst. Ob er nun 1985 in Berlin die "Mauerkieker" aufstellt, die als Lenin, Kaiser Wilhelm und Herr Jedermann vom Checkpoint Charly nach drüben linsten (Motto: "Wenn Vopos lachen, schießen sie nicht") oder mit der vollbusigen Imperia im Konstanzer Hafen Kirche und Stadtverwaltung gegen sich aufbringt: Bei Peter Lenk bleibt keiner kalt.
Entweder man mag ihn, diesen Bürgerschreck und modernen Till Eulenspiegel und hintersinnigen Lügenbaron. Oder man hasst ihn als Ästhet des Hässlichen, als fiesen Provokateur, als einen, der keine Autoritäten anerkennt und keine Regeln. Nun sitzt das Enfant terrible im Garten seines Hauses in Bodman. Das Handy zieht die Hose einseitig nach unten, weshalb die hinteren Hosenträger als Ausgleich auf der rechten Seite festgeschnallt sind.
Der Mann hält sich nicht mit Äußerlichkeiten auf. Entspannt sitzt er da, obwohl dauernd das Telefon klingelt. Zentauren recken sich neben einem Apfelbaum zehn Meter hoch in die Höhe, im Teich räkeln sich wollüstig Zeus und Alkmene, eine Mini-Imperia steht stolz neben dem Holzschuppen, der Esel von Biberach klebt an der Wand als Relief: Der Künstler lebt mit seinen Figuren. Und jede von ihnen hat eine Geschichte, die alle aus ihm herausschäumen wie überkochende Milch.
Lenk kann einen schwindlig reden. Ob er die beleidigte Reaktion des Schriftstellers Martin Walser auf sein Denkmal zitiert ("Da bin ich unverzeihlich") oder den Pfullendorfer Pfarrer, der den Künstler - völlig unchristlich - am liebsten mit einem Mühlstein um den Hals im Bodensee versenkt hätte. Vielleicht noch eine kleine Kabaretteinlage zu einer Gemeinderatssitzung gefällig? Bitte sehr. "Herr Lenk, Sie sind nicht nur Bildhauer, Sie sind auch ein Fuchs." - "Besser als ein Schaf." - Gelächter. So kriegt er die Menschen meistens. Mit diesem respektlosen, überbordenden Humor.
Peter Lenk lacht gerne und laut und viel, ein Hofnarr ohne Hof. Still sitzen kann er dabei nicht. Dauernd schleppt der Gastgeber Ordner an wie andere Kekse: Erboste Leserbriefe, Zeitungsartikel, Briefe stapeln sich auf dem Holztisch im Garten, Lob und Kritik. Lachen hilft. Besonders gegen wüste Beschimpfungen, die manchmal in offenen Hass münden. Auch Morddrohungen flatterten ihm schon ins Haus. Darüber kann er sich nur wundern: "Ich bin doch kein Provokateur", sagt er treuherzig, "für die Skandale sind doch andere verantwortlich."
Die Aufregung legt sich übrigens meist im Lauf der Jahre. Heute ziert die Imperia, 1993 aufgestellt und für viele das größte Lenksche Ärgernis, bereits Stadtführer und gilt als Wahrzeichen von Konstanz. Und spätestens seit EU-Chefdiplomat Javier Solana den Konstanzer Bürgermeister zu dieser flotten Statue beglückwünschte, ist der Bürgerschreck Lenk rehabilitiert.
Er sei nur Kunsthandwerker, mokieren sich viele über die gegenständlichen, burlesken Figuren, die eher Karikaturen als Kunst seien. Dann stimmt der Mann, der an der Stuttgarter Kunstakademie studiert hat, zu und zitiert einen Freund, der sich beklagt hatte, weil Lenk im vergangenen Jahr seinen 60. Geburtstag nicht groß gefeiert hat: "Kein Koks, kein Fest, seit 37 Jahren mit der gleichen Frau verheiratet, du bist doch kein Künstler."
Übrigens: Das 35.000 Euro teure Wandbild gehört nicht der Gemeinde Ludwigshafen. Den Mittelteil haben Kunstfreunde mit Spenden finanziert. Nur 1.500 Euro zahlte die Gemeinde, und zwar aus dem Topf, in den Falschparker einzahlen. Nach einer Probezeit von zwei Jahren können sich die Ludwigshafener Bürger entscheiden, ob sie auch die zwei Seitenflügel kaufen wollen. "Aber selbstverständlich", darauf besteht der Künstler, "nur mit Steuergeldern."
28.09.2008 heute.de Das Gespräch führte Mark Kalbus
www.heute.de/ZDFheute/inhalt/5/0,3672,7381861,00.html
" Koalieren, korrumpieren, konsumieren"
Wider den "modernen Feudalismus": Mit seinen Nackt-Skulpturen liest der Bildhauer Peter Lenk Spitzenpolitikern und Topmanagern die Leviten. Ob Angela Merkel, Ferdinand Piech oder Josef Ackermann - der badische Künstler lässt niemanden ungeschoren.
heute.de: Auf dem Relief "Ludwigs Erbe", das seit kurzem das Rathaus Ihrer Heimatgemeinde Bodman-Ludwigshafen ziert, sind Spitzenpolitiker und Topmanager nackt und zum Teil in peinlichen Posen dargestellt. Welche Absicht steckt hinter dem Werk?
Peter Lenk: Peinliche Posen würde ich nicht sagen. Das sind eher freudvolle Posen. Der Titel des Triptychons lautet "Kurz vor der Vertreibung aus dem Paradies". Im Paradies trifft man sich nackt. Das kennen Sie sicher aus der Kunstgeschichte - etwa von Masaccio. Ich meine es natürlich ironisch, denn die Leute, die ich darstelle, haben einiges auf dem Kerbholz. Bei meinem Werk geht es nicht um Pornographie, wie es mir etwa die "Bild"-Zeitung unterstellt hat. Pornographie beinhaltet nämlich immer nur rein sexuelle Bedürfnisse. Nackte Menschen, die Socken tragen, reizen aber nicht unbedingt. In meinem Werk geht es ums koalieren, ums korrumpieren und ums konsumieren. Das Wichtigste für die Herrschaften sind natürlich die eigenen Privilegien: ein Prozent für Rentner, 15 Prozent für sich - das ist so das Verhältnis. Und das parodiere ich.
heute.de: Mit Ihrer Kunst kritisieren Sie einen "modernen Feudalismus". Was genau meinen Sie damit?
Lenk: Wir bekommen wieder feudale Strukturen. Es ist ja bekannt, dass sich die Gesellschaft immer mehr in arm und reich aufspaltet. Das beste Beispiel dafür ist die aktuelle Finanzkrise: Die Banker stecken die dicken Profite ein, und dem Steuerzahler wird es dann auf irgendeine Weise wieder abgeknöpft. Solche Vorgehen sind eigentlich nur noch durch die Komödie darzustellen. Diese Personen haben keinen Anstand mehr. Das einzige, was sie noch ein wenig fürchten, ist der Spott. Und das ist, glaube ich, auch ganz gut so.
Zur Person
Der 61-jährige Bildhauer Peter Lenk, der die Staatliche Akademie der Bildenden Künste in Stuttgart besucht hat, ist vor allem im süddeutschen Raum aktiv. Sein berühmtestes Werk, die zehn Meter hohe Betonfigur "Imperia", wacht in Konstanz über den Bodensee.
Mit seiner Kunst setzt sich Lenk auf ironische und satirische Weise mit dem Zeitgeschehen auseinander. Kritiker werfen dem Künstler jedoch vor, sich zu wiederholen. Sie monieren überdies, dass seinen spöttischen Figuren ein entscheidendes Merkmal von Kunst abgehe: die Zeitlosigkeit.

heute.de: Sie haben zahlreiche Skulpturen geschaffen, mit denen Sie sich über die Reichen, Berühmten und Mächtigen lustig machen. Wie reagieren die Menschen, die sie verspotten, auf Ihre Kunst?
Lenk: Ob ich die Menschen so verspotte, wie das immer behauptet wird, weiß ich nicht. Der Edzard Reuter hat mein Bildnis von ihm mit einem Mercedes-Stern als Heiligenschein mit Humor genommen. Der Mainau-Graf Lennart Bernadotte, der als nackter Schmetterlingskönig mit einem riesigen, eingerollten Insektenpimmel runderneuerte Jungfrauen bestäubt, hat ebenfalls mit Humor reagiert. Einige aus seiner Familie wollten mich verklagen, und da sagte der Graf: "Der Lenk wird nicht verklagt. Mit dem trinke ich Kaffe." Er hat mir auch gesagt, dass der Spitzname "Spermadotte" von ihm in die Welt gesetzt worden ist. Es kommt ganz einfach immer darauf an, wie eitel die Leute sind. Martin Walser hingegen war fürchterlich beleidigt und wollte das Denkmal, das ich ihm geschaffen hatte, sogar verhüllen lassen. Er nannte es "unverzeihlich". Und den habe ich noch nicht einmal nackt dargestellt. Er trägt lediglich ein paar Schlittschuhe, so dass er auf dem Glatteis der deutschen Geschichte nicht ausrutscht.

heute.de: Sie sind ein entschieden politischer Künstler. Erreichen Sie mit Ihrem Werk eigentlich etwas außer Lachen und Entrüstung?
Lenk: Ich bin eigentlich kein politischer Künstler. An sich beschäftige ich mich viel lieber mit Hölderlin, Goethe, Schiller und Droste-Hülshoff. Alle drei, vier Jahre tauche ich allerdings in die Niederungen der Politik ab, um darüber ironisch zu berichten. Was erreiche ich damit? Normalerweise, dass gelacht wird, dass sich der eine oder andere ärgert oder auch freut. Mit der Kunst kann ich aber keine politischen Entscheidungen korrigieren oder großartig etwas ändern. Das bilde ich mir nicht ein.
heute.de: Sie scheuen sich davor, photographiert zu werden. Haben Sie Angst davor, selber karikiert zu werden?
Lenk: Überhaupt nicht. Mir geht der Personenkult in der Kunst richtig auf den Wecker. Wenn Sie das "Art"-Heft oder Zeitungen aufschlagen, dann sehen Sie gar keine Kunstwerke mehr, weil die Künstler immer grinsend davorstehen. Meistens haben sie dabei noch lässig die Hände in der Hosentasche. Wir haben einen so krankhaften Personenkult, der mich einfach ärgert. Da muss ich dann nicht unbedingt mitmachen. Jetzt stellen Sie sich mal vor: Die "Bild"-Zeitung hat mich angerufen und gebeten, dass ich mich vor mein Relief in Bodman-Ludwigshafen stelle... Ich bin ein Alt-68er und mit der "Bild"-Zeitung wische ich mir noch nicht einmal den Hintern ab! An meinen Kunstwerken arbeiten auch meine Frau und manchmal auch Handwerker mit - und die spielen sich ja auch nicht so auf. Außerdem möchte ich gar nicht in die erste Reihe der Promis kommen. Vielleicht durch meine Arbeit, aber bestimmt nicht nur durch mein Gesicht.

Peter Lenk veistää alastomia tosiasioita
Matkailijat pällistelevät pikkuisen Ludwigshafenin raatihuoneen edustalla. He voisivat olla vain ihastelemassa Bodenjärven turkoosia vettä ja satumaisia rantamaisemia, sillä järviseutu Sveitsin rajalla kuuluu Saksan suosituimpiin turistikohteisiin.
. . . Maankuulu kuvanveistäjä Peter Lenk on jälleen. . .
. . . joitakin", taiteilija Lenk sanoo. . . .
. . . Vaikka Lenkin työt ärsyttävät. . .
16.11.2008 Kulttuuri
Une sculpture fait scandale en Allemagne

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BODMAN-LUDWIGSHAFEN (ALLEMAGNE) [23.09.08] - Une œuvre du sculpteur Peter Lenz, un bas-relief exposé à Bodman-Ludwigshafen, suscite la controverse. On y voit notamment la chancelière Angela Merkel nue.
'Ludwig's Legacy' (détail) Peter Lenz 'Ludwig's Legacy' (détail)
Peter Lenz
Le triptyque de Peter Lenz, installé au cœur la ville, près de la mairie, défraie la chronique. Le panneau de droite représente la chancelière Angela Merkel, l'ancien chancelier Gerhard Schröder et trois autre hommes politiques allemands, hilares et nus, se tenant mutuellement par l'entrejambe pour former une ronde.
Si l’œuvre attire et amuse les touristes, le CDU, l'Union chrétienne-démocrate, parti d'Angela Merkel, est indigné. Selon ses dirigeants, l’œuvre se résume à « une cochonnerie ». Quant à la presse, elle s’inquiète de savoir si la sculpture a été payée grâce à l’argent du contribuable. Le maire indépendant de Bodman-Ludwigshafen, Matthias Weckbach, a même été accusé d’encourager la « pornographie » et de financer en partie le bas-relief grâce aux fonds publics.
« Quand il s’agit de leurs privilèges ou de soutirer de l’argent des poches des citoyens, [les politiques] sont tous là. La politique est bien plus pornographique que n’importe quel art », explique Peter Lenk, l’artiste. Il est triste de voir que les scandales politiques ne marquent le public que quelques jours, parce que les média n’en parlent jamais très longtemps. « Un mémorial comme celui-ci va perdurer, et il irritera les politiques un peu plus longtemps ».
(Source : Spiegel Online)
Nemški umetnik je odkril relief z golo Angelo Merkel
(Ne)verjetno - ponedeljek, 22.09.2008 13:17 Tekst: (agencije), (pn)
Berlin - Umetnik in kipar Peter Lenk je v Nem?iji te dni glavna tema vseh pogovorov. V mestu Bodman-Ludwigshafen je odkril relief, na katerem je upodobljenih pet golih nemških politikov, med katerimi pa izstopa kanclerke Angele Merkel.
Angela Merkel je že tretje leto zapored najbolj vplivna ženska na svetu

Stranka Angele Merkel je delo ozna?ilo kot "svinjsko" in "poceni provokacija". (Foto: DDP)
Relief z naslovom „Ludwigovo nasledstvo“ prikazuje presek nemških politikov, kot tudi pet sedanjih politikov, ki stojijo goli in se z rokami in nasmeškom na obrazu dotikajo svojih genitalij.
Poleg Merklove, so se na umetnini znašli še Gerhard Schröder, skupina golih nemških podjetnikov in šefov korporacij, ki se kopajo in smejijo. Nad politiki stoji napis „Globalni igralci“.
Lenk je pojasnil, da njegovo delo predstavlja „skupinski politi?ni seks“. „Ko je govora o privilegijih in jemanju denarja iz žepov državljanov, vsi držijo za žezlo, ?e se lahko tako izrazim. Politika vsebuje veliko ve? pornografije, kot katerkali druga umetnost,“ je Lenk izjavil za ?asnik Mitteldeutsche Zeitung.
Najve? pornografije je v politiki
Te dni je nemško javnost razburkala umetniška stvaritev Petra Lenka, ki je upodobil nekatere politike gole, nad njimi pa stoji napis Globalni igralci.

Stranka Angele Merkel je delo ozna?ilo kot "svinjsko" in "poceni provokacija". (Foto: DDP)
Relief z naslovom „Ludwigovo nasledstvo“ prikazuje presek nemških politikov, kot tudi pet sedanjih politikov, ki stojijo goli in se z rokami in nasmeškom na obrazu dotikajo svojih genitalij.
Poleg Merklove, so se na umetnini znašli še Gerhard Schröder, skupina golih nemških podjetnikov in šefov korporacij, ki se kopajo in smejijo. Nad politiki stoji napis „Globalni igralci“.
Lenk je pojasnil, da njegovo delo predstavlja „skupinski politi?ni seks“. „Ko je govora o privilegijih in jemanju denarja iz žepov državljanov, vsi držijo za žezlo, ?e se lahko tako izrazim. Politika vsebuje veliko ve? pornografije, kot katerkali druga umetnost,“ je Lenk izjavil za ?asnik Mitteldeutsche Zeitung.
Postato 20 settembre 2008 - 21:49

BERLINO - Opera d'arte o volgare rappresentazione pornografica? E' la domanda che si pongono non solo gli amministratori della città di Bodman-Ludwigshafen, ma anche molti cittadini tedeschi che in massa si sono recati in questo paesino di 4000 abitanti del Baden-Württemberg, nella Germania meridionale, per ammirare la nuova e singolare scultura portata a termine dall'artista Peter Lenk, intitolata «Ludwig's Legacy» (l'eredità di Ludwig). La scultura è un trittico in marmo eretto nel centro della città, a pochi passi dal Comune e dovrebbe rappresentare in modo caricaturale e ironico la storia della Germania.
SCANDALO - A suscitare scandalo, racconta l’edizione online in inglese del settimanale Spiegel è una parte della scultura dove sono rappresentati sorridenti e nudi, cinque tra i politici più influenti della storia recente tedesca. Tra questi l’attuale cancelliere Angela Merkel e l’ex premier Gerard Schröder: i due rivali politici, che nel settembre del 2005 si scontrarono per la leadership tedesca, sono raffigurati insieme ad altri tre illustri personaggi pubblici Hans Eichel (ex ministro delle finanze), Edmund Stoiber (ex governatore della Bavaria) e Guido Westerwelle (leader del Freie Demokratische Partei) ognuno con le mani sugli organi genitali dell'altro. Sulla loro testa campeggia la frase in inglese «Global Players» (attori globali)
ARTE E POLITICA- Vicino ai 5 politici compaiono diversi membri dell'establishment economico e finanziario, come Ferdinand Piëch, presidente della Volkswagen e Josef Ackermann, CEO di Deutsche Bank, anche essi rappresentati senza veli. Nel resto dell'opera sono rappresentati altri famosi personaggi pubblici tedeschi del passato, tutti rigorosamente vestiti. Molti giornali e rappresentati politici hanno definito volgare la scultura e hanno sottolineato che queste immagini pornografiche sono state in parte pagate con soldi pubblici. «Questa scultura è un vero schifo» ha commentato Thomas Strobl, genero del ministro dell'interno tedesco Wolfgang Schäuble e rappresentante della Cdu nello stato di Baden-Württemberg. «Un'opera misera» l'ha definita Christoph Palmer, un altro rappresentante della Cdu, intervistato dal giornale di Berlino Die Tageszeitung. Numerose critiche sono arrivate anche dai politici progressisti.
LA VERA PORNOGRAFIA - L'artista Peter Lenk sembra non essere intimorito dai messaggi di sdegno, ma intervistato dal giornale locale Mitteldeutsche Zeitung, ha provato a difendersi affermando che il suo intento era quello di rappresentare un gruppo di politici in un’immagine sessuale. Secondo Lenk i 5 personaggi pubblici che egli ha raffigurato nudi sono gli architetti del pacchetto di riforme sul welfare chiamato «Harz IV», che ha ricevuto numerose critiche in Germania. Inoltre molte figure governative che hanno contribuito a questa riforma sono state coinvolte successivamente in uno scandalo finanziario. «La politica è qualcosa di molto più pornografica di qualsiasi arte», ha ribattuto l'artista. Secondo Lenk lo scandalo finanziario non è più ricordato dal pubblico perché è stato raccontato dai media al massimo per un paio di giorni. Adesso invece «una scultura come questa resterà qui ferma e almeno li irriterà per un po' di tempo».
Corriere.it - Francesco Tortora - 20 settembre 2008
Peter Lenk desnuda en tríptico a Merkel y Schröder

September 24th, 2008 @ 12:23pm
Por Olga Borobio. Corresponsal
Berlín, 24 Sep (Notimex).- La ciudad alemana de Bodman-Ludwigshafen tiene una nueva atracción turística, el nuevo tríptico del escultor Peter Lenk que muestra a la canciller federal, Angela Merkel y a su predecesor Gerhard Schröder, como Dios los trajo al mundo, desnudos.
La escultura, ubicada junto al ayuntamiento de Bodman-Ludwigshafen, denominada por muchos críticos como "Arte-Pornográfico", ha provocado que el alcalde de la ciudad, a la orilla del lago Constnaza, no tenga ni un minuto libre.
Cientos de turistas acuden a la ciudad para ver la escultura de los políticos desnudos. "Relieve de erotismo de grupo" es como Lenk debería haber titulado su obra, opinan otros.
En el polémico tríptico, titulado "La herencia de Ludwig", se puede contemplar a un grupo de políticos y hombres de negocios desnudos, como por ejemplo, el suizo Josef Ackermann, presidente del Deutsche Bank o el presidente de Daimler, Dieter Zetsche o Ferdinand Piëch, cuya familia junto con el clan Porsche son dueños del consorcio de coches deportivos Porsche.
Sin embargo, la cúspide de la obra de Lenk es la obra titulada "Global Players" (jugadores globales) en la parte de la derecha del tríptico. En ella se puede contemplar a Angela Merkel desnuda en el centro de la escultura con dos famosas personalidades de la política a cada lado.
A la izquierda de Merkel, se encuentra Gerhard Schröder, cuya mano cubre la zona genital de la actual canciller, a la vez que su miembro viril es cogido por el ex ministro de finanzas alemán Hans Eichel, el cual, con su mano libre también se agarra el suyo.
Al mismo tiempo, la actual canciller de Alemania, sujeta el miembro de su antiguo socio de Baviera de la CSU, Edmund Stoiber y éste hace otro tanto con el líder del Partido Liberal Guido Westerwelle.
Los políticos esculpidos en mármol muestran una actitud jocosa, que ha provocado que numerosas voces se alcen en contra de la nueva escultura incluida en un tríptico de alrededor de 12 metros de largo por tres de alto, donde el artista quiso unir crítica, provocación y humor.
Lenk comentó que él quiere con su obra "reflejar la línea obscena que separa el poder y el dinero". Trata sobre "el nuevo y el viejo feudalismo. Y el debilitamiento de la democracia", dijo el artista.
Respecto a su obra del grupo de políticos desnudos, el escultor comentó que "cuando se trata de sus privilegios y de sacar dinero de los bolsillos de los ciudadanos, todos se comportan de la misma manera. La política es mucho más pornográfica que cualquier arte". Para Lenk, el conjunto de los políticos desnudos representa a los artífices de las dolorosas reformas socioeconómicas.
El escultor añadió que él no "necesita justificar su obra". Después de todo "raramente se ve a los políticos tan felices juntos". Su personal interpretación de los empresarios de primer nivel, algunos de los cuales aparecen rodeados de montañas de dinero, es más importante, "puesto que los políticos son sólo las marionetas de esos hombres", añadió Lenk.
El partido de la Unión Demócrata Cristiana (CDU) de Baden-Wurttemberg, estado federal al que pertenece Bodman-Ludwigshafen, se escandalizó con la escultura de Lenk.
"Es una porquería", aseguró Thomas Strobl, secretario regional de la CDU y yerno del ministro alemán del Interior, Wolfgang Schäuble, en relación a la escultura donde aparece Merkel.
El escultor es conocido por su gusto por la provocación. Desde siempre defendió sus figuras burlescas, más como caricaturas que como arte. El artista nacido en 1957 en la ciudad alemana de Núremberg, no es la primera vez que desnuda a políticos en sus obras.
En la ciudad alemana de Stokach, Lenk colocó una escultura del ex-canciller de Alemania, Helmut Kohl, representado como si se tratara de un infante, al tiempo que es azotado en el trasero por una representación de la justicia que le sostiene en su regazo en lo alto de una columna.
GRAN REVUELO EN ALEMANIA POR ESTA OBRA
Escandalazo por una imagen sin desperdicio: no se la pierda
Polémica y escándalo en Alemania por una escultura del artista Peter Lenk, conocido por otras controversias anteriores. Un hilarante tríptico al desnudo tiene la culpa.
Gran revuelo en Alemania por un curioso y disparatado trípico obra de Peter Lenk en el que cinco conocidos líderes alemanes aparecen desnudos, tapándose mutuamente sus vergüenzas y en una situación poco grata para ellos. El escándalo no ha sido pequeño, ya que el "alegre quinteto", como se los ha bautizado, sale muy poco favorecido en la escena.
¿Se imaginan en esta escena, por ejemplo, a Zapatero, Rajoy, Pepiño Blanco, Cospedal y De la Vega? Pues algo parecido es lo que ha hecho este artista en Alemania.
Carlos Álvaro en El Mundo lo describe así: "El ex ministro alemán de Finanzas Hans Eichel agarra con una mano su glande y con la otra toma firmemente el del ex canciller Gerhard Schröder. Este a su vez cubre la zona genital de la canciller, Angela Merkel, quien al tiempo sujeta con vigor el miembro viril de su antiguo socio el ex rey de Baviera Edmund Stoiber. Este hace otro tanto con el liberal Guido Westerwelle". Y todo bajo el título en inglés de "Jugadores Globales".
La escena descrita es el centro de una creciente polémica que ha llevado incluso al prestigioso y liberal Frankfurter Allgemeine Zeitung a dedicarle toda una página el domingo bajo el elocuente título: "No sin su pito". Hilarante. Los políticos, esculpidos en mármol, forman parte de un inmenso tríptico firmado por Peter Lenk y que desde hace unos días se muestra al público en Botman-Ludwigshafen, su ciudad natal.
Más exactamente, la obra de arte donada por dos años, titulada La herencia de Ludwig y representando una particular lectura de la Historia de Alemania, se expone junto al Ayuntamiento de esta pequeña localidad de Baden-Wurttemberg (sur), en manos del alcalde independiente Matthias Weckbach.
"La escultura es una guarrada", ha asegurado el secretario regional de la Unión Cristianodemócrata (CDU), Thomas Strobl, a la sazón yerno del poderoso ministro alemán del Interior, Wolfgang Schäuble. "Una obra miserable, un truco barato de tendero", afirmó por su parte el también conservador Christoph Palmer desde Stuttgart.
Gelebte deutsche Leitkultur (3)

Geschrieben von messitschbyburns am 20. September 2008 | Gelebte deutsche Leitkultur, Merkel
Die Bundesregierung testet zur Zeit im Feldversuch den Entwurf des Bildhauers Peter Lenk für das Freiheits- und Einheitsdenkmal, das im November 2009, zum 20. Jahrestag der Befreiung von Hunger, Not und Honecker, dem Volke übergeben wird:
Die Bundesregierung konnte sich noch keinen gemeinsamen Standpunkt zum Kunstobjekt bilden. Sie verwies den Entwurf zur Feinjustierung in den Unterausschuß 16/6925.
Um parallel dazu Volkes Meinung zu erfahren, wurde für den Feldversuch die Gemeinde Bodman-Ludwigshafen am Bodensee ausgewählt. Bürgermeister Matthias Weckbach erklärte sich nach einem zackig kurzen Anruf aus dem Kanzleramt einverstanden, den Entwurf als zehn mal vier Meter großes Wandrelief am Rathaus montieren zu lassen.
Auf dem Relief sind Politiker modelliert, die mit der deutschen Einheit garantiert nichts am Hut hatten, bei denen man also keine vereinigungsbedingten Mauscheleien oder vergessene Quittungen für zweifelhafte Parteispenden im Keller finden wird. Sie halten das Gesicht zum Volke und tragen zur Erinnerung an die Leipziger Straßenbegehung ein originales DDR-Transparent, auf dem der launige Spruch Visafrei bis Shanghai durch die ernsten Worte Global Players ersetzt wurde. Und als Beitrag zur Volksbildung schuf Peter Lenk eine Allegorie auf ein deutsches Sprichwort: Wie die Nase des Mannes, so sein Johannes.
Nach bisherigen Befragungen sagen 90 Prozent der Betrachter: Das gefällt uns!
Diesem spontanen Beifall schließen wir uns an. Dem Künstler gelang ein ästhetisch bestechendes, zum Nachdenken anregendes, aber auch kurzweiliges und schmunzeln machendes Freiheits- und Einheitsdenkmal: Frei, wie Gott die Politiker schuf, und einig, wie sich nur deutsche Politiker sein können, um die uns die ganze Welt beneidet …
Spätestens an dieser Stelle haben Sie, liebe Leser, vermutlich gemerkt, daß wir uns einen Scherz erlaubten. Das Relief gibt es wirklich, aber nicht als Entwurf für das national-pathetische Berliner Denkmal. Dabei wäre es für diesen Zweck ideal: Deutsche Politiker in realistischer Pose: Wir haben nichts und wir können nichts, nicht mal uns gegenseitig in die Tasche fassen. Wir sind frei von Pflichtbewußtsein und einig in der Volksverarschung. Wir sind Deutschland.
Sollten irgendwann eine Stasiakte oder ein vergessener Geldkoffer auftauchen, müssen nur die Köpfe ausgetauscht werden. Bauch und Puller sind immer gleich.

